IRES Piemonte -Ricerche Economiche e Sociali

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Area di ricerca Comunicazione Sociale

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Linee e attività per il programma annuale 2010


La comunicazione sociale è un ambito di studi ricco di interesse che si pone al confine tra lescienze delle comunicazioni e le politiche sociali, riguarda la vita, gli ideali e gli interessi di milioni di donne e uomini e gli interessi collettivi e di pubblica utilità. Nel senso più ampio deltermine, può essere uno straordinario strumento di conoscenza e consapevolezza (base di ogni cambiamento reale) a servizio del governo della cosa pubblica.
La comunicazione sociale è quella forma comunicativa che si propone di alimentare il bacino deibeni pubblici, cioè di quei beni la cui produzione e fruizione aumenta la socialità, la comunicazione e la partecipazione sociale, gli scambi intorno a interessi e valori collettivi, in unaparola, ciò che si chiama la sfera pubblica (de Leonardis, 1998). Si potrebbe dire che il tentativo è quello di accrescere le risorse di “capitale sociale”, cioè il potenziale di interazione cooperativa che l’organizzazione sociale mette a disposizione delle persone (Bagnasco, 2003).Le ragioni del crescente interesse per la comunicazione sociale possono essere riportate ad un insieme eterogeneo di condizioni:

  • all’aumento degli attori in campo (un variegato insieme di soggetti che si posizionano lungo tutto il continuum che si definisce tra i due estremi del pubblico e del privato)
  • alla crescita del ricorso a questa modalità comunicativa
  • alla moltiplicazione degli interessi economici coinvolti

Se la crescita è un dato innegabile ed empiricamente documentabile, non altrettanto ovvie sonole ragioni che la determinano. Per riuscire a comprenderne il senso occorre dotarsi di strumenti di studio e analisi idonei.
Occorre innanzitutto definire le regole e studiare le modalità con cui queste sono interpretate ed implementate, distinguere gli attori che realizzano processi di comunicazione sociale, le specificità dei linguaggi e dei mezzi. Diviene poi necessario riflettere sull’efficacia di questaforma di comunicazione attraverso la valutazione degli esiti e degli strumenti metodologici disponibili.

La comunicazione sociale si caratterizza più per l’oggetto di cui tratta, che per i soggetti che la promuovono. Due sono infatti gli elementi che connotano quest’area della comunicazione:

  • essa riguarda affari di interesse generale, il cui campo di pertinenza è quello delle funzioni socialmente rilevanti e non quello degli interessi privati.
  • le attività della comunicazione sociale non sono finalizzate alla produzione di profitto.

Si tratta dunque di una comunicazione che riguarda temi, questioni e issue di interesse generale, il cui obiettivo prioritario è quello di sensibilizzare o educare determinati pubblici di riferimento o l’intera popolazione. In quest’area di comunicazione si inserisce il tema dell’accountability (normalmente tradotto in italiano con rendicontazione) che ha portato alla diffusione delle pratiche di rendicontazione sociale, che negli ultimi anni hanno cominciato ad assumere dimensioni significative e a coinvolgere tutte le tipologie di organizzazione (privato forprofit, pubblico e non profit). L’accountability è il dovere e la responsabilità di un’organizzazione di spiegare, giustificare, a chi ne ha diritto (stakeholder), che cosa sta facendo per rispettare gliimpegni presi con gli interlocutori in riferimento alla dimensione economica, a quella sociale e a quella ambientale del suo operare. Diverse sono le pratiche di rendicontazione sociale esistenti (bilancio sociale, bilancio di sostenibilità, bilancio ambientale, bilancio di mandato, bilancio dimissione, bilancio di genere) che si pongono come strumenti al servizio di questa nozione allargata di accountability, fornendo una rendicontazione fedele ed esauriente dell’operato di un’organizzazione, in relazione al complesso del suo agire e con riferimento a tutti glistakeholder coinvolti. Nell’ambito della comunicazione sociale si inseriscono anche i percorsi di attività di comunicazione finalizzata alla raccolta fondi sviluppati dai vari attori del settore non profit così come dai diversi enti che operano nella rete sociale. La grande espansione del Terzo Settore, che tuttora assiste al proliferare continuo di nuove realtà non profit ha fatto nascere, in parallelo, l’esigenza di affrontare il tema della ricerca fondi con maggiore sistematicità e organizzazione. I dati fotografano che nel 2005 gli italiani hanno donato 4.803 milioni di euro e che il trend 2003-07 degli italiani che percentualmente fanno una donazione all’anno è passato dal 28% degli anni 2003-04 al 31% del 2005-06.Dal punto di vista giuridico, premessa la difficoltà di una definizione puntuale, la comunicazione sociale assume sia una valenza super partes che la distingue dalla comunicazione politica, sia un valore aggiunto rispetto alla semplice informazione strumentale, all’interazione Stato-cittadini, propria della comunicazione istituzionale. La comunicazione sociale, dunque, è una forma dicomunicazione pubblica (cioè di pubblico interesse), non lucrativa che, tuttavia, si discosta daquelle specificamente disciplinate dalla legge (politica, l. 28/2000 e istituzionale, l. 150/2000).La comunicazione sociale può provenire sia da istituzioni pubbliche, sia da organizzazioni private e si avvale di diversi strumenti. Tra questi la pubblicità ha avuto fino al recente passato un ruolo centrale, tuttavia altri strumenti e canali possono essere proficuamente utilizzati per inviare messaggi sociali: il telemarketing, il direct mail, l’sms solidale, eventi, internet, causerelated marketing.Il percorso della comunicazione pubblica e sociale si è intrecciato con altri importanti processiche, avviati nel corso degli anni ’80 in Italia, hanno rappresentato le ragioni e il contesto entro ilquale esso si è venuto costruendo: il declino del welfare state e la riforma della pubblicaamministrazione; la crescente presenza dell’associazionismo e delle organizzazioni non profit inItalia e il loro crescente grado di istituzionalizzazione; una rinnovata attenzione al “sociale” da parte dei cittadini; il diffondersi di comportamenti di responsabilità sociale da parte delle aziende private. La comunicazione sociale promossa dai diversi soggetti, condividendo in larga parte le caratteristiche della comunicazione massmediatica, ovvero le strategie che organizzano, strutturano il nostro mondo sociale, rappresenta uno dei luoghi in cui viene dibattuta, elaborata, costruita e definita una “geografia” dei problemi di rilevanza sociale.

La comunicazione sociale, con la coralità delle voci che la promuovono e la diffondono, contribuisce in altri termini a costruire un discorso pubblico sulle problematiche di rilevanza collettiva, anche al fine di trasformarli in “problemi sociali” da iscrivere nell’agenda dei decisori politici. I dati a disposizione delle principali fonti misurano prevalentemente le azioni sviluppate sui media classici (TV, radio, quotidiani). La quantificazione della comunicazione sociale in conformità a questi dati è quindi certamente sottostimata poiché essi non comprendono le numerose attività complementari sviluppate dai diversi soggetti per promuovere i temi sociali. Ilprimo dato relativo al 2003 riferisce di un investimento di 327 milioni di euro. Si fa notare come l’andamento dagli anni ’90 sia positivo e costante. In particolare il totale investito nel 1995 era di75 milioni di euro, nel 2003 di 327 milioni di euro, con un incremento percentuale del 365%. Nel 1995 essa costituiva poco più dell’1,6%, quota del mercato complessivo che è aumentata progressivamente, quasi ogni anno fino a raggiungere e superare nel 2003, il 4,5%. È interessante notare che, anche negli anni in cui gli investimenti in pubblicità hanno subito una forte flessione, la comunicazione sociale ha mantenuto la tendenza al rialzo, aumentando la sua quota percentuale.

ATTIVITÀ 2010

Bilancio Sociale 2009 della Regione Piemonte. Obiettivo del progetto è la continuazione del percorso tecnico-metodologico che consenta di proseguire il processo di accountability intrapreso e di implementare modalità operative per realizzare strumenti adatti a dare conto dell’operato della Regione. La finalità è di giungere alla redazione del Bilancio Sociale 2009 della Regione Piemonte.
Bilancio di Genere 2009 della Regione Piemonte. Obiettivo del progetto è la continuazione del percorso tecnico-metodologico che consenta di proseguire il processo di riflessione e di proposta sulle modalità operative per favorire un sistematico approccio di genere da parte dell’ente e di giungere ad un terzo rapporto di Bilancio di genere della Regione Piemonte. Tale continuità trova motivo nell’interesse riscontrato sulla prima e sulla seconda edizione, anche a livello nazionale. L’analisi di genere del bilancio pubblico è lo strumento che permette all’istituzione di adottare decisioni politiche e di bilancio con la piena consapevolezza del diverso impatto delle proprie azioni rispetto agli uomini e alle donne: le differenze in termini anagrafici, economici, sociali e di reddito richiedono una valutazione attenta e precisa dell’impatto delle politiche adottate rispetto a tali differenze.

Terzo Rapporto sulla condizione femminile in Piemonte. In connessione con l’attività di redazione del Bilancio di genere si procederà alla stesura di un rapporto annuale sulla condizione femminile in Piemonte, in continuità con il progetto del 2006 e del 2007, che andrà ad integrare secondo un’ottica di Pari Opportunità gli strumenti annuali di reporting predisposti dall’IRES di analisi economica e sociale del sistema piemontese. Il lavoro di ricerca riguarderà un’analisi quantitativa e qualitativa della condizione delle donne sul territorio della regione, operando una lettura dei dati disaggregati per genere. Le analisi condotte offriranno indicazioni chiare su quali potranno essere le politiche da adottare o da implementare per migliorare la condizione femminile nel nostro territorio. Il Terzo Rapporto sulla condizione femminile in Piemonte, in continuità con le passate due edizioni, vuole essere sia una fonte di dati in costante aggiornamento sia offrire approfondimenti tematici.
Centro di coordinamento regionale contro le discriminazioni. Oggetto del progetto è l’istituzione di una struttura finalizzata ad avviare le azioni di coordinamento e monitoraggio nei campi della prevenzione, sensibilizzazione e comunicazione, della tutela e assistenza delle vittime che coinvolga tutti i soggetti che operano nel settore sul territorio piemontese. Il progetto è proposto in continuità con la realizzazione della “Prima indagine conoscitiva per la programmazione e la realizzazione di iniziative di prevenzione, contrasto e assistenza alle vittime di discriminazione” (commissionata dalla Regione Piemonte all’Istituto con Convenzione n. 13813/2008), da cui sono emerse alcune principali indicazioni sul quadro normativo e sulle priorità nella lotta alle discriminazioni in modo trasversale, e in particolare l’indicazione sulla possibilità di istituire, sulla scorta di quanto previsto nella direttiva 43/2000/CE, un organismo indipendente, dotato di autonomia organizzativa e gestionale, con poteri in materia di
prevenzione, contrasto e assistenza alle vittime di discriminazione, con compiti di monitoraggio del fenomeno e funzioni di coordinamento e supporto dei soggetti che operano sul territorio in questo ambito e delle relative attività.
Progetto IN.TER.AGIRE interazioni territoriali per agire contro la violenza. Il Progetto IN.TER.AGIRE risponde all’esigenza della Regione Piemonte di attivare un intervento per contrastare efficacemente il fenomeno della violenza contro le donne. Il Progetto si integra ed
implementa le attività del Centro di coordinamento regionale contro la violenza alle donne, la cui costituzione è stata affidata all’Ires Piemonte tramite Convenzione rep. n. 13814 del 2 ottobre 2008 e che costituisce uno dei principali obiettivi del “Piano regionale per la prevenzione della
violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime”, approvato con DGR n. 2- 9099 del 7 luglio 2008.
Il progetto prevede l’implementazione dell’attività del Centro Regionale di Coordinamento contro la violenza alle donne, la definizione di una metodologia comune di lavoro e di uno strumento metodologico per il monitoraggio del fenomeno sul territorio regionale, la condivisione con gli
attori del territorio, la definizione di un sistema integrato di azioni innovative di informazione/sensibilizzazione sul tema con forti ricadute sul territorio regionale, il consolidamento e rafforzamento delle reti locali pubblico-private che operano in materia di violenza per omogeneizzare le conoscenze/competenze. Con questa azione di sistema, si intende rafforzare l’azione di networking, a partire dal consolidamento delle reti provinciali, per garantire servizi efficaci, valorizzare, scambiare e integrare le competenze.
Bilancio Sociale IRES. Il progetto prevede la continuazione del processo di rendicontazione per illustrare e comunicare agli interlocutori l’identità dell’IRES, i dati economici, le attività svolte nel corso dell’anno e le prospettive future, in modo da dare conto della ricaduta sociale delle decisioni prese e degli interventi realizzati.

Relativamente all’attività dell’Osservatorio Campagne di Comunicazione Sociale (OCCS):
- Implementazione e aggiornamento dell’Archivio Campagne di Comunicazione Sociale
- Creazione dell’Archivio delle campagne di comunicazione sociale prodotte in Piemonte
- Realizzazione del Secondo Rapporto sulla Comunicazione Sociale in Italia
- Ricerca sulla comunicazione sociale nell’ambito della disabilità e creazione di una Banca
Dati ad hoc
- Laboratorio formativo sulla comunicazione sociale rivolto a studenti delle scuole medie
superiori
- Organizzazione di un ciclo di incontri dedicati alla comunicazione sociale
- Ampliamento della Quinta edizione della Ricerca sulla comunicazione del Fondo Sociale
Europeo nei paesi della UE
- Laboratorio sulla valutazione delle campagne di comunicazione sociale
- Ricerca sulla comunicazione delle opportunità offerte dalla formazione professionale e le
donne

 

 

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Piemonte Economico Sociale 2010

 Relazione IRES Piemonte 2010.

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