IRES Piemonte -Ricerche Economiche e Sociali

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Il Contratto di insediamento in Piemonte
Politiche per l'attrazione degli investimenti. 
A cura di: Vittorio Ferrero e Chiara Casalino

Il Contratto di insediamento è da annoverare fra le misure volte alla promozione degli investimenti, svolgendo la specifica funzione di attrarre nuovi insediamenti sul territorio dall'esterno. Fra le diverse misure utilizzabili a questo fine si caratterizza per il suo spiccato profilo negoziale, che ne fa uno strumento particolarmente flessibile e innovativo della politica industriale, in particolare nel contesto regionale italiano.

 

Il lavoro – realizzato dai ricercatori dell'Ires Vittorio Ferrero e Chiara Casalino prende in esame le caratteristiche della misura, i suoi presupposti e le linee applicative che, nel corso del tempo, hanno subito importanti modifiche.
In particolare è stato ridimensionato il ruolo nelle iniziative ammissibili dei centri di ricerca regionali, mentre, anche a seguito del mutato quadro congiunturale e delle priorità delle politiche industriali nella crisi, è stata data maggior enfasi all'obiettivo occupazionale.
Nel documento si mettono in evidenza alcune questioni che sono oggetto di riscontro attraverso l'analisi delle realizzazioni del Contratto di insediamento, approfondite tramite interviste alle imprese che hanno sottoscritto un contratto con la Regione Piemonte (o che alla data della rilevazione erano in procinto di concluderlo, avendo terminato la fase istruttoria): 8 imprese e 3 centri di ricerca, da giugno 2009 a febbraio 2010, e, nella seconda versione del Contratto, 6 imprese e 1 centro di ricerca da ottobre 2010 (data di operatività del 'nuovo' contratto) a settembre 2011.
La misura, negoziale dedicata all'attrazione di investimenti esterni e gestita attraverso una 'one stop shop solution' che semplifica le relazioni con la pubblica amministrazione, rappresenta il primo e l'unico strumento di questo tipo nel panorama delle regioni italiane. Pensato sulla base dell'esperienza maturata in Piemonte con l'istituzione di una specifica Agenzia di attrazione degli investimenti, ha mutuato l'impianto ideale di misure nazionali quali il Contratto di Localizzazione, gestito da Invitalia, sviluppatosi nel solco delle politiche di programmazione negoziata.
Nel periodo esaminato, dieci imprese si sono insediate in Piemonte nel quadro dell'attività di attrazione svolta da Ceipiemonte per un ammontare di investimenti pari a 1,63 volte quelli risultanti dai Contratti di insediamento, ma con un'occupazione coinvolta sensibilmente inferiore, che evidenzia le caratteristiche più labour intensive di quest'ultimo.
Il quadro alquanto composito degli interventi realizzati sotto i diversi profili settoriali, rispetto al contenuto tecnologico, agli obiettivi dell'impresa ed ai fattori di localizzazione specifici dell'iniziativa, può trovare sintesi attraverso una tassonomia che, pur con notevole approssimazione, definisce alcuni fattori comuni e altrettante tipologie di investitori esterni riconducibili a obiettivi della politica industriale regionale:
° potenziare la Ricerca
° dare continuità ad imprese in crisi
° diversificare le produzioni regionali
° stimolare il backsourcing
° supportare le produzioni tradizionali (di qualità)
Qual è stato l'impatto degli investimenti (in fase di realizzazione)? Si rilevano effetti occupazionali positivi ed effetti di spillover in numerosi ambiti: saturazione aree dismesse, soluzione crisi aziendali, rafforzamento dei contenuti qualitativi dell'offerta industriale regionale, rafforzamento produzioni innovative, conformemente agli obiettivi della misura. Inoltre, in generale, non si ravvisa un immediato rapporto di competizione/sottrazione di quote con imprese già insediate (displacement). Si aggiunga che molte delle iniziative intraprese sono originate da una qualche forma di partnership fra imprese estere e piemontesi, contribuendo all'apertura del sistema regionale ed eventualmente allo sviluppo di reti transnazionali. Più difficile l'identificazione dell'addizionalità della misura. La questione va affrontata spostando l'accento dalla centralità dell'incentivo rispetto ad una visione della misura come complesso integrato di gestione negoziata operata da un gestore unico che prevede anche una forma di sovvenzione. Non vi è chiara evidenza di addizionalità economica, anche se, in alcuni casi, la scelta della localizzazione in aree in deroga agli Aiuti di Stato sembra corroborare l'esistenza di una addizionalità localizzativa. La graduazione dell'incentivo in funzione del contenuto occupazionale, nella versione più recente del Contratto, consente una sua migliore fissazione in modo da contenere l'appropriazione di rendite da parte delle imprese.
Quale il ruolo della negoziazione? L'aspetto negoziale e il ruolo del gestore unico specializzato risulta importante nel ricondurre il progetto imprenditoriale originario entro le compatibilità fissate dalla misura e nel garantire il rispetto di obiettivi eterogenei, anche attraverso l'azione di monitoraggio. Per le imprese il processo di negoziazione contribuisce a creare maggiore certezza nella definizione dei piani di investimento e delle loro realizzazioni.
Piuttosto, una questione di maggior rilevanza discende dalla considerazione che le imprese esterne 'insediate' sono spesso nazionali e localizzate nelle regioni prossime al Piemonte (generalmente Nord Italia). Talvolta, inoltre, adottano localizzazioni in aree dotate di forte accessibilità, come opportunità di integrazione rispetto agli altri stabilimenti esistenti dell'impresa (una sorta di co-localizzazione su scala territoriale allargata). Vi sono indizi del fatto che le altre regioni italiane in seguito alla crisi, stiano orientandosi a politiche di attrazione sulla scia dell'esperienza piemontese. Potrebbe, pertanto, proporsi in futuro una questione di 'competizione territoriale' che richiederebbe un'attenta calibrazione delle politiche in relazione agli specifici problemi del territorio (fallimenti del mercato) ed alle sue caratteristiche per evitare di disperdere i benefici in un gioco a somma zero.

 

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