IRES Piemonte -Ricerche Economiche e Sociali

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Consumo critico e politiche regionali: le esperienze di aggregazione dei consumatori in Piemonte

Quadro sintetico del concetto di "altra economia" e censimento delle iniziative dei gruppi di acquisto solidale (GAS) in Piemonte.

Recentemente alcune amministrazioni regionali e locali – anche in Piemonte - hanno iniziato a dedicare attenzione ai modelli di consumo alternativo, predisponendo interventi di politica pubblica volti a sostenerne la diffusione. Il presente lavoro illustra i risultati di un’indagine esplorativa volta a conoscere in modo più approfondito l’esperienza dei gruppi di acquisto e delle forme di aggregazione di consumatori nella realtà regionale, nel quadro del fenomeno del consumo consapevole, critico o solidale. Comprende, inoltre, la valutazione

delle opportunità di estensione di tali pratiche e la possibilità di rafforzamento della loro tendenza spontanea e volontaristica anche in forme più strutturate, attraverso politiche regionali di sostegno. In sostanza la ricerca si è proposta di:

  • effettuare una ricognizione che costituisca una mappatura dei diversi modelli di aggregazione esistenti finalizzati ad un consumo critico;
  • individuarne le caratteristiche costitutive in termini di soggetti partecipanti, le loro determinanti valoriali/progettuali, i modi di funzionamento dell’attività e i nodi critici in termini organizzativi;
  • comprendere le relazioni che si instaurano tra consumatori e produttori, nell’ottica dell’elaborazione di formule commerciali innovative, della promozione di produzioni locali di qualità, di controllo dei prezzi al consumo;
  • valutare le loro relazioni nel tessuto associativo e istituzionale locale;
  • individuare possibili politiche di sostegno a forme di aggregazione di consumatori.

Dopo una sommaria descrizione dei principali concetti riconducibili alla cosiddetta “Altra Economia”, vengono presentati i principali risultati emersi dalla ricerca sul campo. In particolare, nel secondo capitolo, sono analizzate le seguenti forme di aggregazione finalizzate ad un consumo critico riscontrate in Piemonte: Gruppi di Acquisto Solidale, Gruppi di Acquisto Collettivo e Gruppi di Acquisto Popolare. Nel terzo capitolo, la trattazione riguarda, invece, le reti di fornitura alle quali i gruppi di acquisto si appoggiano. In accordo con la finalità esplorativa della ricerca, si è deciso di raccogliere i dati effettuando delle interviste strutturate basate su questionario, costituito prevalentemente da domande a risposta aperta. Sono stati predisposti due questionari1, uno per i gruppi di acquisto e uno per i produttori. Per individuare i soggetti da intervistare si è proceduto con un campionamento a scelta ragionata per quanto riguarda i gruppi di acquisto e a valanga per i produttori, procedura utilizzata quando la popolazione oggetto dello studio è costituita da gruppi poco numerosi e dispersi sul territorio ma in contatto fra loro.

Nella selezione dei gruppi di acquisto da inserire nel campione si è cercato di soddisfare alcune esigenze. Un primo criterio è stata la collocazione geografica: si è cercato, infatti, di rispettare la distribuzione dei gruppi di acquisto sul territorio piemontese, in base ai dati reperiti sul sito www.retegas.org. Sono stati quindi individuati 12 gruppi in Provincia di Torino e 6 gruppi fuori Torino (un gruppo per provincia tranne il Verbano Cusio Ossola, dove non è stato intervistato nessun GAS). I gruppi sono stati selezionati, inoltre, in base alle dimensioni: nel campione si trovano, quindi, GAS piccoli, costituiti da circa 10 famiglie, medi, di circa 50 famiglie, e grandi, oltre le 120 famiglie. Si è cercato, poi, di includere GAS aventi differenti origini, come il GAS “Savonera”, di ispirazione parrocchiale o il GAS di Novara, nato dall’esperienza dei bilanci di giustizia; trasversali, come il “Gruppo Acquisto Famiglia” o “Manitese”, specializzati nell’acquisto di una tipologia specifica di prodotti per membri di diversi GAS. Altri gruppi sono stati inclusi nel campione poiché legati ad alcuni enti o associazioni, come il GAS di Banca Etica, o i GAS “Dendros” e “Il Pane e le Rose”, nati in stretta connessione con le botteghe del Commercio equo e solidale.

Sempre con l’obiettivo di fornire una panoramica il più possibile esauriente delle diverse forme aggregative finalizzate ad un consumo critico, è stata analizzata l’esperienza di due GAC (Gruppi di acquisto Collettivo) e di un GAP (Gruppo di Acquisto Popolare). Inoltre, sono stati presi in esame il “Gruppo di acquisto per il fotovoltaico”, gestito da Ener.Bit e Provincia di Biella, e tre esercizi commerciali che applicano la filosofia dei GAS alla ristorazione e al commercio. Le interviste ai referenti dei Gruppi di Acquisto, effettuate da maggio a luglio 2009, si concludevano con la richiesta di specificare la lista dei prodotti acquistati dal gruppo e l’elenco dei fornitori. Queste informazioni sono state propedeutiche alla creazione della lista di campionamento dalla quale sono stati selezionati i produttori da intervistare.

Stefano Aimone, Vittorio Ferrero, Stefano Cavaletto

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