IRES Piemonte -Ricerche Economiche e Sociali

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Accordo di Programma Quadro in materia di Sanità della Regione Piemonte
Linee di indirizzo per un programma di salute pubblica. 
Marcello La Rosa, Giovanna Perino, Antonella Raimondo, Gabriella Viberti.

Obiettivo di questa ricerca è l’individuazione delle principali linee di indirizzo di un programma regionale unico in materia di sanità, da sottoporre alla Giunta Regionale per la successiva approvazione.

 

Il 22 marzo 2000 la Regione Piemonte ha sottoscritto con lo Stato Italiano un’Intesa Istituzionale di Programma (IIP) avente per oggetto lo sviluppo del territorio regionale, in ossequio a quei principi di contrattualizzazione delle politiche pubbliche inaugurati a metà degli anni ‘90, e da allora tradotti nella programmazione negoziata tra Stato e Regioni. Sulla base di tale IIP sono stati siglati 26 APQ fra il 2000 e il 2006.

Segnatamente, poiché l’APQ in materia di sanità pubblica è stato sottoscritto soltanto il 30 maggio 2006, è facile comprendere come, nei 6 anni intercorsi, altri pronunciamenti nazionali e comunitari abbiano concorso a ridefinire parzialmente il quadro di riferimento prospettato dall’IIP, e che pertanto i programmi regionali debbano essere analizzati con particolare riferimento alla loro proiezione nel recente futuro, stante il Documento di Programmazione Strategico Operativa (DPSO), riferito al periodo 2007-2013.

Da qui la rilevanza dell’ultima delle tre fasi nelle quali è stato organizzato lo studio svolto, definita «Linee di Indirizzo», nella quale sono state individuate alcune linee che evidenzino le ricadute esterne attese, associate agli interventi e progetti già avviati nel settore sanitario, allo scopo di suggerire una possibile traccia del percorso da intraprendere per promuovere risposte regionali maggiormente mirate al soddisfacimento dei mutati bisogni sanitari della popolazione, ed in grado di coniugare l’efficacia con l’efficienza.

Per quanto riguarda il contesto territoriale, la salute dei piemontesi in questi ultimi anni ha dato modo di assistere ad una transizione epidemiologica dovuta all’effetto congiunto di due fattori principali: da un lato l’aumento dell’efficacia delle terapie rivolte a contrastare le patologie acute, dall’altro il conseguente progressivo innalzamento dell’età media della popolazione. Si sta in tal modo pervenendo ad un vero e proprio cambiamento di morbilità, in conseguenza del quale si assiste alla trasformazione di un’epidemiologia infettiva con decorso relativamente breve in una cronica e degenerativa.

D’altro canto, se è vero che la tecnologia ha saputo rispondere con terapie e procedure atte a ridurre la disabilità derivata dal recente scenario epidemiologico, essa ha fornito soluzioni costose che vieppiù richiedono somministrazioni prolungate nel tempo, con ciò causando un progressivo aumento dei costi del servizio sanitario per i cittadini.

A fronte di un simile mutamento di condizioni si rendono inevitabili innovazioni significative, aventi come elementi distintivi dello scenario a tendere:

-         la riduzione del numero di posti letto per patologie acute;

-         la riduzione dell’utilizzo percentuale di personale medico specialistico;

-         l’aumento dell’utilizzo percentuale di personale medico generico e paramedico;

-         la standardizzazione delle procedure intorno alla definizione di profili di base per patologie croniche e degenerative;

-         la gestione di risorse ed utenti nel coordinamento tra il profilo patologico di base e quello specialistico.

Dal punto di vista economico, inoltre, il progressivo invecchiamento della popolazione comporta un’ulteriore distinzione tra le fasce delle cosidette «terza» (60-74 anni) e «quarta età» (75 anni-oltre), in quanto la fascia più giovane risulta mediamente in grado di coprire parte dei costi dell’assistenza che richiede, percentuale che si assottiglia man mano che ci si sposta verso i gruppi di pazienti più anziani.

Allo stesso tempo, è tuttavia previsto per il Piemonte un tendenziale invecchiamento medio della forza lavoro, con una conseguente ipotizzabile perdita di produttività generale ed aumento dei costi dell’assistenza sanitaria.

Al di là dell’ovvia tutela della salute dei cittadini, il servizio sanitario implica l’esistenza di un «sistema», comprensivo di ricerca, trasferimento dei processi di innovazione e sviluppo delle conoscenze operative. Ciò è determinato anzitutto per assicurare l’adeguamento costante e tempestivo del servizio ai progressi scientifici (e tecnologici), ma costituisce altresì un significativo ambito di sviluppo economico complessivo.

Da questo punto di vista risulta quindi cruciale considerare i servizi sanitari erogati dalla Regione sia come opportunità di investimento pubblico che come componente del generale processo di sviluppo favorito dall’attività pubblica.

Altro elemento distintivo riguarda un processo di generale mutazione del rapporto fra erogatori ed utenza, trasversale a tutto il settore dei servizi, rappresentato dalla penetrazione delle tecnologie di comunicazione ed interazione attraverso le reti internet. In massima approssimazione, questo decentramento patient-oriented attraverso la comunicazione web consente efficientamenti sotto l’aspetto:

-         della diffusione di informazioni (patologie, terapie, accesso al servizio, requisiti, modalità di fruizione ecc.);

-         della diluizione di processi gestionali (prenotazioni, richieste, ecc.) tradizionalmente limitati a singoli punti spaziali (sportelli sanitari) e a finestre temporali (orari), con conseguente diminuzione del disagio per l’utente e miglioramento della programmazione del servizio;

-         del monitoraggio e la tracciatura degli andamenti delle patologie croniche, sia nei confronti delle informazioni relative al singolo utente, che a quelle variamente raggruppate e predisposte in forma di report collettivo;

-         della rapidità nell’attivazione delle procedure sanitarie necessarie, nelle valutazioni dei risultati, nel controllo delle voci di costo, nelle comunicazioni con i pazienti e le loro famiglie.

Si tratta di opportunità di sviluppo sempre più rilevanti, soprattutto se incrociate al progressivo rinnovo generazionale ed all’aumento della base di utenti dotati di tecnologia e competenze adeguate.

Fatte le premesse di cui sopra, la programmazione regionale in materia di sanità pubblica integra le politiche nazionali attraverso una serie di leve economiche (finanziamenti diretti ed indiretti), organizzative (raccordo ed integrazione fra le attività dei diversi soggetti preposti), ed infrastrutturali (attività istituzionale di ricerca in materia sanitaria). In ossequio a tale coerenza il Piano Socio-Sanitario Regionale 2007-2010 si è esplicitamente ispirato alle strategie del Piano Sanitario Nazionale 2006-2008, di cui vuole essere estensione ed integrazione sul piano politico, organizzativo ed amministrativo regionale.

Di seguito vengono elencati gli interventi che il PSSR 2007-2010 considera nodali del rapporto fra spesa sanitaria e sviluppo economico.

- Il riassetto territoriale del servizio. Gli ambiti territoriali delle Aziende Sanitarie Locali vengono fatti corrispondere ai territori delle Province fino a 400.000 abitanti, prevedendo un maggior numero di Asl solo nei casi delle Province con popolazione superiore, e ciò al fine di ridurre la disomogenità delle Aziende Sanitarie sul territorio regionale e di perequare la rilevanza locale di fenomeni di contesto.

- L’indirizzo della spesa verso i settori di maggior potenziale di crescita. Dall’esame di quattro macrosettori (tecnologie e terziario per la salute; biogenomica, nanotecnologie e materiali; farmaceutica; alta formazione) si evince che le maggiori opportunità di sviluppo riguardano gli investimenti in conoscenza sviluppata nelle strutture di ricerca e di assistenza del settore sanitario.

- Il passaggio dalla logica di government alla logica di governance. Con ciò si intende il raggiungimento di un modello decisionale intrapreso a partire dagli anni ‘90, che prevede una condivisione degli obiettivi e degli strumenti della politica pubblica. Nel caso della politica sanitaria, tale passaggio viene attuato attraverso la pianificazione partecipata da parte dei diversi soggetti che operano nel settore. 

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