Le strategie finanziarie dei comuni piemontesi 2009 - 2011
Una fotografia aggiornata sulle scelte finanziarie dei comuni messe in atto nel biennio 2009 e 2010 grazie ad un'indagine presso i responsabili finanziari dei 37 maggiori Comuni piemontesi.
I comuni e gli altri enti territoriali si trovano in una congiuntura pesante e pericolosa. Con la recessione internazionale le finanze pubbliche nell’area dell’euro sono peggiorate: alla flessione delle entrate si sono affiancate spese aggiuntive derivanti dalle misure discrezionali messe in campo dai diversi governi. Per l’insieme delle Amministrazioni pubbliche italiane (stato, enti previdenziali, regioni ed enti locali) l’indebitamento quasi raddoppia in valore assoluto. E il debito pubblico è cresciuto.
Ma se si osserva il solo comparto degli enti locali, il contributo al controllo della finanza pubblica è stato consistente. Gli enti locali hanno quindi rispettato le regole del Patto di Stabilità 2009, modificate in corso d’anno, e le altre misure di controllo. A seguito della crisi della finanza pubblica greca e delle incertezze finanziarie internazionali connesse, il governo ha deciso una intensificazione ed accelerazione delle misure di controllo dei conti pubblici, attraverso la manovra correttiva per il 2010 e per gli anni seguenti (L. 122/2010 di conv. d.l. 78/2010). Questa manovra mira ad una decisa azione di contenimento della spesa pubblica complessiva e di quella locale in particolare. Pertanto inasprisce le condizioni della finanza locale, agendo in senso molto restrittivo sia sulle risorse che sui vincoli gestionali e finanziari. Comprende la riduzione anticipata dei trasferimenti, sanzioni rigide per chi risulta inadempiente, anticipo di alcuni rilevanti aspetti delle modalità di gestione (il ricorso alle società partecipate e la gestione associata per i piccoli enti).
Secondo la recente Decisione di Finanza Pubblica, che incorpora questa manovra nelle previsioni per il 2010, gli investimenti fissi lordi si riducono ancora quest’anno e nel triennio 2011-2013, mentre le spese finali complessive mantengono lo stesso importo del 2009, e flettono nel biennio seguente. Per le entrate i trasferimenti correnti si riducono del 3% nel 2010, e dell’11%, ancora rispetto al 2009, nel 2011, mentre le entrate tributarie mantengono i diminuiti valori 2009, per crescere lievemente nel 2011.
Le scelte e i comportamenti finanziari dei comuni, risultano quindi sempre più vincolati, e l’opzione di ridurre alcuni servizi locali, è oggi presente negli enti. E un riassetto del governo locale sarà modellato più da queste misure che dalle riforme inerenti federalismo fiscale, LEP e codice delle autonomie.
L’IRES ha voluto rilevare le opinioni in merito dei responsabili finanziari dei 37 maggiori Comuni piemontesi, realizzando una fotografia aggiornata sulle scelte finanziarie messe in atto nel biennio 2009 e 2010 dai Comuni piemontesi.
Cristina Bargero, Magda Zanoni, Renato Cogno














